Chi sono?

ProfiloMi chiamo Orfeo Bossini. Scrivo questo blog perché ho la necessità di tessere un filo nel labirinto delle mie esperienze, per non perdermi. Insegno storia e filosofia al liceo e mi occupo di progettazione culturale per l’Associazione Musicale I Violini di Santa Vittoria, di cui sono presidente.

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5 risposte a “Chi sono?

  1. Angela Merletti

    Profilo davvero molto interessante. Le date salienti della storia dell’uomo miscelate ai pensieri, con le note dei violini a far da sottofondo. Potrebbe essere la delicata scena di un film di Pupi Avati. Tutti i miei complimenti per la tua poliedricità!
    Angela Merletti

  2. Carlo Testana

    Avvistato il Fojonco a Trento.
    E’ la sera del 29 luglio 2013, I Violini di Santa Vittoria iniziano a suonare a Trento nel giardino di Santa Chiara. Fa un freddo cane, ma sotto il tendone che ripara dal vento e dalla pioggia c’è molta gente. Mano a mano che Orfeo Bossini presenta i brani l’atmosfera acquista calore ed i musicisti sono una delizia per l’orecchio e simpatici alla vista. Così apprendiamo della tradizione dei 100 violini e della famiglia Bagnoli, la storia dei braccianti musicisti e molte altre belle cose raccontate con garbo e magistralmente musicate. Il pubblico tamburella con le dita sulle sedie, con le scarpe umide batte il tempo. Il freddo non si sente più. Al brano di Davide Bizzarri, Il Tango del Fojonco, l’aria si profuma di mosto. Il mitico uccello aleggia nei pensiesi degli astanti. Dice Orfeo Bossini: “provate a lasciare una ciotola di Lambrusco o di Teroldego, che qui si produce, fuori dell’uscio e vedrete che domani sarà vuoto. Segno inequivocabile del passaggio del Fojonco. Mentre suonano sembra che dalla custodia del contrabbasso qualcuno o qualcosa accompagni battendo a tempo di Tango. C’è chi giura di aver visto volare qualche piuma. Suggestioni? Il concerto si chiude tra bis e molti applausi. L’ironia, il buon umore, lo scherzo e la buona musica però lasciano il segno ben oltre. Non saprei dire cosa accadde quella notte, fuori nel balcone c’era una bottiglia di Teroldego rosso, nel dormiveglia intravedo un’ombra, un lampo di luce mi da tempo di elaborare un veloce disegno, (che allego) si vede una “bestia” a tre zampe ed un becco che si trasforma per succhiare dal collo della bottiglia il nettare, poi il sonno ed il sogno mi catturano. Il mattino dopo la bottiglia è vuota. Magia? Chi sarà stato? Grazie ai musicisti ed alla loro bella terra per averci divertito e fatto sognare. Scritto e disegnato da Carlo Testana. (a che indirizzo posso spedire i disegni?)

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