La forza della rinuncia

Il giunco cede alla forza degli elementi, si abbandona alle circostanze, ma che ne resta dei suoi sogni? Giunco che speravi, tremavi, trepidavi, dove è andata a morire la tua essenza? Il rovescio di una pronunciata, ben manifesta, e anche compiaciuta facoltà adattiva, sono l’indifferenza per il vero e la trascuratezza dei valori. C’è un punto limite, l’epifania di una consapevolezza più alta, oltre la quale chi procede trasforma irrimediabilmente la forma plastica del proprio agire in arrendevolezza. Orbene, di fronte al limitare di questo confine solo alcuni hanno saputo indietreggiare.

Essi si curano dell’unico coraggio per cui valga la pena spendere una vita intera: quello delle idee. Non si abbandonano alle esortazioni, alle idealità astratte. Ossia il dovere per il dovere, o peggio la benevolenza universale, che è solo un’ipocrita falsificazione della fratellanza costruita sulla ragione. Non correggono l’angoscia della scelta con le parole vuote di una retorica infantile. Piuttosto contano i passi della loro giornata, ripercorrono le orme alla ricerca di un segno di smarrimento. Traducono concretamente le idee in comportamenti. E così realizzano un percorso attraverso la rinuncia. A cosa? Alle navigazioni di piccolo cabotaggio, all’amministrazione del quotidiano, agli apparentamenti strumentali.

La vita autentica nasce lì, in quell’esperienza meravigliosa che si chiama progetto, perché esso è il cuore dell’uomo che trasforma l’erranza in viaggio, l’immensità del mare in una rotta. È dovere e diritto nello stesso tempo, impegno e speranza ben riposti. Perseverare nella fedeltà a se stessi è una moneta che paga sul lungo periodo, come direbbe Hegel in catene o sul trono. Ma coloro che hanno scelto la coerenza, andrebbero trattati come tesori della comunità. Esempi di valore da imitare. Quando tutto sembrerà perduto, a loro affideremo il nostro destino. E l’abnegazione, per una segreta intelligenza che abita il mondo, avrà improvvisamente il sopravvento sul meschino opportunismo. La solidarietà diventerà una risorsa indispensabile, l’onestà un bene prezioso. Ognuno farà la propria parte per opporre l’essere al nulla, la vita alla morte.

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