Archivi categoria: Scuola e Didattica

Master in Public History

Oggi ero con Nico Guidetti per parlare agli studenti del master in Public History dell’Università di Modena e Reggio Emilia dei Violini di Santa Vittoria (gruppo e associazione musicale), musica, socialismo… e futuro!

IMG_5432IMG_5437IMG_5439IMG_5442IMG_5443IMG_5446

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Scuola e Didattica

Un progetto politico

Una mia breve intervista dopo il concerto al Teatro dei Rinnovati di Siena. I Violini di Santa Vittoria sono prima di tutto un progetto politico: insegnare le radici per amore del futuro.

Lascia un commento

Archiviato in I Violini di Santa Vittoria, Scuola e Didattica, Società e Politica

Educazione finanziaria al posto della filosofia

Al posto dell’analisi sull’immortalità dell’anima descritta nel Fedone un bel test sulla classificazione dei costi obbligatori di una famiglia. La riforma educativa spagnola comprende anche questo: diminuire sensibilmente le ore di filosofia per fare posto all’educazione finanziaria, con buona pace di molti professori con la barba lunga come il saggio pensatore dell’Agorà. Il ministro José Ignacio Wert (Partito Popolare) ha difeso il provvedimento: “È necessario che i nostri figli, ovvero i consumatori del futuro, acquisiscano in ambito finanziario un livello più alto di quello dei rispettivi padri. La crisi ha evidenziato una carenza di competenze, molte volte dannose per la singola economia familiare”  (via Il Fatto Quotidiano; Spagna, riforma della scuola: educazione finanziaria al posto della filosofia)

Il filosofo Talete di Mileto usava pensare camminando, spesso con lo sguardo rivolto al cielo, nello sforzo di cogliere l’arché: il principio di tutte le cose. Si narra che un giorno, seguendo il filo delle proprie riflessioni, cadde in un pozzo, nel preciso istante in cui passava per quel luogo una servetta tracia intenta a recarsi al mercato a fare alcune compere. La donna anziché aiutarlo lo derise, e con la sfrontatezza dei giovani apostrofò il vegliardo con queste parole: “ah voi filosofi, intenti a scrutare la volta del cielo, non sapete nemmeno camminare su questa terra”. Bene, la servetta si sbagliava. Non c’è disciplina meno astratta della filosofia. E per una ragione molto semplice: essa umanizza la vita, rende gli uomini liberi. Quindi, per non essere servi dell’economia, per non essere consumatori integrali in un mondo dis-umanizzato, leggete Platone, Aristotele, Schopenhauer. Leggete Dante, Leopardi, Montale. Ascoltate musica, andate a teatro, frequentate mostre. E soprattutto pretendete una scuola per i vostri figli che “erotizzi il sapere” (cit. L’ora di Scuola di Massimo Recalcati), che crei amore per la conoscenza. Forse alla fine dell’esame di maturità non sapranno cos’è una partita doppia, ma avranno il desiderio di conoscere se stessi, e di vivere un vita buona alla ricerca della bellezza. E questo è quanto basta per salvare il mondo e per essere felici.

Ps Se poi siete di quelli che “la cultura non si mette nel panino”, sappiate che un altro aneddoto riguardante Talete racconta che questi prevedendo un abbondante raccolto di olive, prese in affitto tutti gli oliveti della regione per poi subaffittarli a prezzi molto alti e ricavandone un gran guadagno. Studiare apre la mente e permette di cogliere i processi in maniera sistemica. Insomma, fa diventare più intelligenti. E questo basta per imparare a leggere un contratto bancario…

paraocchi (1)

Lascia un commento

Archiviato in Scuola e Didattica

Vito Mancuso

Schermata 2015-01-12 alle 15.32.16

Venerdì sera alle 18.45, Vito Mancuso terrà al circolo Mavarta di Sant’Ilario una conferenza sulle contraddizioni della vita. Interverrà anche il sottoscritto, ma con grande parsimonia di parole e idee. Vi aspetto perché è un’occasione ghiotta, da non perdere assolutamente.

Lascia un commento

Archiviato in Scuola e Didattica

Una testa ben fatta non basta

E’ questa ridondanza cognitiva che ci permette di non essere sorpresi da eventi totalmente inaspettati, ci permette di riconoscere le possibile retroazioni sistemiche delle nostre azioni e quindi di concepire schemi di azione più solidi, sostenibili ed efficaci. Educare alla complessità significa allenare questa capacità di generare molteplici alternative di mondo. E noi questo non lo stiamo facendo. Al contrario, insegniamo agli studenti che esiste una risposta giusta e tante risposte sbagliate. Li riempiamo di nozioni, alleniamo la loro memoria e, in definitiva li facciamo diventare selezionatori di crocette su un pezzo di carta. […] Edgar Morin ha sottolineato che “la nostra realtà non è altro che la nostra idea della realtà”. Se la nostra educazione ci porta a concepire la realtà come lineare, i problemi come complicati, e le risposte come “giuste e sbagliate”, certamente non preparerà i giovani a convivere con l’incertezza e a comprendere l’evoluzione e le dinamiche di un mondo globalizzato e interconnesso.

via Competere nella Complessità, di Alessandro Cravera

L’articolo di Alessandro Cravera, per il resto molto condivisibile, andrebbe corredato da una piccola nota a margine. Quell’addestramento alla risposta corretta non ha nulla di formativo nemmeno dal punto di vista etico. Non insegna la passione per il lavoro, il rispetto per gli altri, e il coraggio delle idee. Viene a mancare lo sviluppo intellettuale di una testa ben formata e allo stesso tempo la crescita umana di uno spirito forte. E allora, qui è davvero necessario arrestarsi. Di fronte alla deriva tecnico – burocratica in cui, ormai da anni, si sta trascinando la scuola pubblica è doveroso opporre un no sonoro e stentoreo, forti di una motivazione strettamente utilitaristica. Perché un sistema competitivo si costruisce solamente all’interno di un ambiente sano, che premia gli individui più affidabili ed onesti.

1 Commento

Archiviato in Scuola e Didattica, Società e Politica