Dilettanti allo sbaraglio

Ieri sono andato a letto tardi, ho girato per Milano mi sono fermato in una libreria e ho trovato un libro di Emanuele Kant, il filosofo che Umberto Eco legge senza capirlo. Nel libro “Scritti politici” Kant scrive: “Il capo supremo deve essere giusto per se stesso e tuttavia essere un uomo. Da un legno storto come’è quello di cui l’uomo è fatto non può uscire nulla di interamente diritto”. Questa è l’essenza del liberalismo che i puritani e i moraleggianti robespierristi giacobini non hanno mai capito, per questo hanno tagliato tante teste e realizzato un mondo di terrore. [Quindi citando l’introduzione al testo di Gioele Solari]
 “Particolarmente severo si dimostra Kant contro il dispotismo etico. Lo Stato che vuole attuare con mezzi coattivi la felicità individuale o la morale collettiva non raggiunge lo scopo e diventa oppressore.” E’ chiaro, professor Eco? E’ chiaro che lei Kant lo legge fino a tarda notte ma non lo capisce?

(Giuliano Ferrara)

Giuliano Ferrara ha aperto con queste parole la manifestazione dei “mutandari” al teatro Dal Verme di Milano. Sono parole che denotano una colpevole sciatteria culturale, e che lo qualificano come un dilettante allo sbaraglio. Vediamo nello specifico perché.

Il capo supremo deve essere giusto per se stesso e tuttavia essere un uomo. Da un legno storto com’è quello di cui l’uomo è fatto non può uscire nulla di interamente diritto

Ferrara si dimentica di aggiungere (più probabilmente non lo sa) che per Kant la morale è possibile proprio in virtù di questa imperfezione. Se l’uomo fosse volontà pura, se la volontà coincidesse con i principi della ragione, allora egli vivrebbe in una condizione di santità felice ma immeritevole. D’altro canto, se l’uomo non fosse libero sarebbe dominato dai suoi impulsi egoistici, e quindi non sarebbe responsabile delle proprie azioni (non imputabile di fronte al tribunale della ragione). Insomma, la moralità è uno sforzo, un tirarsi fuori dalla natura animale attraverso una coercizione della ragione. Al contrario è immorale il crogiolarsi nei propri vizi, presentandoli come virtù, o affermare edonisticamente la felicità individuale come il metro di ogni azione.

E ancora. Sempre secondo Kant, la morale si codifica in alcune massime di carattere universale che elevano a legge l’esigenza di una legge. Queste formule, che ordinano un devi assoluto, un imperativo categorico, sono conosciute da tutti gli studenti liceali. Una di esse recita emblematicamente così:

Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo.

(Immanuel Kant, Fondazione della metafisica dei costumi, cit.)

Il che vuol dire niente niente bunga bunga, niente assegnazioni di cariche pubbliche per favori sessuali, niente telefonate in questura alle due di mattina per far liberare una amichetta che potrebbe sputtanarti; niente di tutto ciò, ok? Se Ferrara volesse davvero rendere omaggio al filosofo di Königsberg dovrebbe andare dal presidente del consiglio, e invitarlo prima di tutto a sottoporsi al tribunale della ragione e poi ai magistrati che lo devono processare. Sarebbe una buona idea e un’azione splendidamente morale. Coraggio!


3 commenti

Archiviato in Società e Politica

3 risposte a “Dilettanti allo sbaraglio

  1. Perché citare Kant?
    Probabilmente perché Eco si è schierato chiaramente contro il berlusconi, ed ecco la delegittimazione (legge senza capire), e in più con questo incipit culturale ha cercato di connotare culturalmente quel palcoscenico addobbato di mutande, affogando il pubblico in una sequela di parole colte.
    Che poi citi correttamente o meno, questo ormai non importa più a nessuno, come non importa che voltino e rivoltino a piacimento i concetti di giustizia, moralità, dignità, responsabilità, costituzione, puritanesimo (questo nel caaso di Ferrara).

    Io sto cercando di capire dal punto di vista strategico cosa sta facendo Ferrara: è un’appendice della difesa a oltranza del premier, ma sembra anche una cellula impazzita che sta sviluppando una nuova tangente difensiva (con effetti di potente straniamento tra mutande, kant, e pure lanciando strali contro il neopuritanesimo ipocrita, una definizione comunicativamente poco riuscita).
    Ciao Orfeo, tutto bene?

    • Secondo me sotto c’è anche tanta invidia. Vuoi mettere che libidine che sarebbe per Ferrara elevarsi sino al pantheon della cultura nazionale? Essere riconosciuto da quei circoli radical chic che invece gli danno di tacco? Sì, è davvero una cellula impazzita di narcisismo che farà a Berlusconi più male che bene… E tu che fai di bello?

      • Io lavoro con un contrattino minuscolo fino a settembre all’università di Bologna (non insegno, comunico in un ufficio) dopo essere ufficialmente diventata semiotica (anche se Umberto Eco non l’ho mai visto).

        Ferrara non può credere di essere serio con quello sfondo di mutande alle spalle. Cellula impazzita di narcisismo che invoca il ritorno del vecchio (cioè giovane) Berlusconi del 94.. quindi ammette lui stesso il cambiamento del leader.
        Usare concetti difficili e spiegarli al popolo rivoltandoli e sottomettendoli alla propria (il)logica. Ma tanto nessuno lo sa e chi lo sa non lo dice. Però fa tanto effetto cultura.
        mah..

        che fai tu, si suona e si insegna?

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