Più idee e meno fatti

Vorrei sviluppare due riflessioni collaterali a questa interessante intervista di Gad Lerner al Movimento Wu Ming.

La prima riguarda l’ostensione del corpo del capo, e la funzione che questa svolge in termini di comunicazione. Venendo meno lo spazio concreto del confronto politico, e il ruolo guida svolto dalle ideologie, la fisicità del leader diventa l’unico strumento con cui è possibile superare l’astrattezza e l’atomizzazione dei rapporti politici. Il corpo non solo dà visibilità in campagna elettorale, ma serve anche a coagulare intenzioni diverse e potenzialmente centrifughe. Esso riempie il pieno dell’assenza ideologica. La trasversalità del movimento è condensata negli strepiti di Grillo, nel suo arringare scalmanato e carismatico, nel suo sudore. Il corpo segue il ritmo della concupiscenza e dei borbottii intestinali. Non temperato dall’idea è solo capriccio, o peggio volontà di potenza; in altre parole: nichilismo.

La seconda osservazione invece è inerente al ruolo centrale svolto dalla televisione nella costruzione dell’antropologia italiana degli ultimi trent’anni. I vari Drive In, Striscia La Notizia – i reality show! – hanno plasmato lo spirito del popolo più di qualsiasi altra agenzia educativa. Una melassa indistinta di intrattenimento analfabeta si è fagocitata la possibilità stessa di un registro comunicativo differente. E allora gli elettori sono diventati spettatori, la partecipazione televoto, e il consenso audience.

Adesso, che la parabola di questa deriva populista sembra arrivata al suo culmine, servirebbero più idee e meno fatti. Ma la sensazione angosciante è che gli ingranaggi della storia abbiano cominciato a girare inesorabilmente, e che ogni sforzo di raddrizzare la barra del timone sia ormai del tutto inutile.

2 commenti

Archiviato in Società e Politica

2 risposte a “Più idee e meno fatti

  1. alen

    penso che ci vogliano tutte e due ,idee e fatti ,insieme.Perche le idee senza fatti non servono a niente ,e i fatti senza idee possono essere pericolose… e so lo insieme con conmplicita ce una crescita migliore e funzionale …..

    • Capisco, ma la mia è una provocazione che si ispira a un vecchio slogan sessantottino: più parole e meno fatti. Tenere alto il livello della discussione è una medicina contro il populismo…

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