Laboratorio di Filosofia 2

Un laboratorio più articolato sull’analisi dei testi. Si tratta di scrivere in gruppo due brevi commenti (20/30 righe ciascuno) alle selezioni del “Mondo come volontà e rappresentazione” qui sotto riportate. Il prodotto più importante di questa proposta è la rubric, che va ampiamente condivisa con gli studenti durante la fase di costruzione. La scelta degli elementi fondamentali (prima colonna di sx in grassetto) e dei rating è vincolante rispetto alla forma con cui lo scritto dovrà essere elaborato. Il nostro (mia e dei ragazzi) è solo un suggerimento, da non prendersi quindi in maniera assoluta. La scelta degli aspetti da evidenziare in fase di valutazione è flessibile; dipende dal contesto e soprattutto dagli obiettivi didattici che ogni docente decide di perseguire.

 

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Laboratorio di Filosofia

Un piccolo laboratorio formativo di filosofia, della durata di un’ora circa, da svolgersi in gruppi di 2/3 studenti. Gli obiettivi sono il ripasso dei contenuti già spiegati frontalmente e il confronto tra filosofi diversi.

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Laboratorio di Storia

Di seguito condivido molto volentieri con tutti i colleghi in rete e con gli appassionati questa mia proposta di lavoro sulle fonti storiche, peraltro già realizzata dal sottoscritto in una V liceo scientifico dell’Istituto Silvio D’Arzo di Montecchio Emilia (RE). Alcune premesse necessarie:

1. le fonti (know what) sono tratte dal libro di testo che abbiamo in adozione, il ricco “Tempi dell’Europa tempi del mondo” di De Bernardi, Guarracino, e Balzani. In linea di massima considero il manuale il perno della mia didattica, per cui tendo ogni volta che è possibile ad utilizzare il materiale che esso offre. Credo che questo atteggiamento comporti il vantaggio di infondere fiducia negli studenti e di renderli lucidi rispetto al raggiungimento degli obiettivi. Tenete presente che quel librone dai contenuti un po’ sommari e enciclopedici è lo strumento con cui i ragazzi si avvicinano per la prima volta ad una determinata disciplina. Non screditiamolo ai loro occhi solo per vanità.

2. gli operatori cognitivi (know how) a cui faccio riferimento sono ispirati ad un articolo di Biancardi, Rosso, Sarti, La didattica per competenze nell’insegnamento della storia, in AA VV, “Insegnare storia”, a cura di Paolo Bernardi, Utet De Agostini, 2006.

LABORATORIO DI STORIA

Analisi delle fonti storiche

Obiettivo: approfondimento dei contenuti disciplinari riguardanti l’Italia berlusconiana (know what), implementazione delle competenze cognitive specifiche dell’apprendimento storico (know how), sollecitazione delle “disposizioni personali” (motivazioni, valori, atteggiamenti) legate al lavoro cooperativo.

FONTI STORICHE (know what)

  1. Antonio di Pietro, Per un’impresa “trasparente” (tratto da Intervento al convegno organizzato a Santa Margherita Ligure dal Gruppo giovani industriali, in Panorama 28 febbraio 1993)
  2. Umberto Bossi e Daniele Vimercati, Il senso della Lega (tratto da La Rivoluzione. La Lega, storia e idee, Sperling & Kupfer, Milano 1993)
  3. Silvio Berlusconi, Il Polo delle libertà (tratto da Discorso della “discesa in campo”, 26 gennaio 1994)
  4. Romano Prodi, Completare la transizione (da Tesi per la presentazione programmatica dell’Ulivo, 6 dicembre 1995)
  5. Alessandro Cavalli, Il distacco dalla politica (tratto da Giovani italiani e giovani europei, Il Mulino, Bologna 2002)

OPERATORI COGNITIVI (know how)

  1. Acquisire strumenti lessicali e concettuali propri delle discipline storiche, sia generali che relativi alle principali specializzazioni settoriali (politico – istituzionale, sociale, economico, culturale)
  2. Decodificare, ossia riconoscere la tipologia della fonte storiografica individuandone gli elementi essenziali e caratterizzanti
  3. Riconoscere argomentazioni dichiarate, suggerite, implicite, e mancanti
  4. Riconoscere intenzioni, i perché (consapevoli e non) di chi ha prodotto la fonte/testo, individuando e problematizzando il punto di vista ed esercitando la critica delle fonti

CONSEGNE RELATIVE ALL’IMPLEMENTAZIONE DEGLI OPERATORI COGNITIVI E ALLA SOLLECITAZIONE DELLE “DISPOSIZIONI PERSONALI”

  1. Costruisci una tabella a quattro colonne in cui elencare il lessico e i concetti che appartengono alle seguenti specializzazioni settoriali: politico – istituzionale, sociale, economico, e culturale
  2. Definisci la tipologia delle fonti storiche attraverso l’analisi degli elementi essenziali e caratterizzanti
  3. Individua e distingui all’interno dei testi forniti gli elementi di carattere argomentativo da quelli retorico – narrativi
  4. Spiega quali sono le intenzioni che hanno portato alla produzione della fonte/testo e alla sua divulgazione

 

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Clippinooo

Il modello Lepida Scuola prevede un’articolazione dei progetti scolastici per fasi (ideazione, pianificazione, esecuzione, e chiusura), secondo quelle che sono le istruzioni del project management. Ogni fase è caratterizzata da una sua liturgia, scandita dalla costruzione di alcuni deliverable (prodotti attesi) con i quali implementare e quindi valutare il livello di competenze raggiunte dagli studenti. Un obiettivo importantissimo, poiché se le competenze nella loro complessità non sono riducibili ad una misurazione semplificatrice, è anche vero che un’argomentazione che ne attesti lo sviluppo è non solo auspicabile ma anche possibile. E questa argomentazione si fonda in concreto sulla realizzazione di oggetti che indirettamente richiedono il possesso di un saper fare istruito e consapevole.

In estrema sintesi, nella prima fase di ideazione i deliverable sono tre: la mappa concettuale split tree, lo studio di fattibilità, e la presentazione. Un percorso strutturato secondo un ordine logico e procedurale, che parte dalla definizione del target a cui il prodotto è rivolto, e che passa attraverso la valutazione delle risorse necessarie, sino ad arrivare all’esposizione dell’idea di progetto rivolta a tutti gli stakeholder (soggetti coinvolti).

Ora, per divulgare questo lavoro pedagogico ad un numero sempre maggiore di insegnanti, abbiamo pensato, grazie all’aiuto e all’esperienza della fondazione Green Team di Bologna, di realizzare una serie di learning object. Il primo, che vi propongo qui sotto, riguarda la mappa concettuale split tree, ed è il frutto del lungo lavoro di ricerca di Enzo Zecchi, della sperimentazione di Roberto Menozzi, della scrittura e sceneggiatura mia e di Andrea Zappi, e dello sviluppo media e grafico di Green Team. Il logo di Lepida Scuola è a cura di Donato Natuzzi. Non fate mancare i vostri commenti…

Buona visione!

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E se provassimo a guardare con l’occhio di un bambino?

Ada Cattaneo scrive questo articolo (sul suo blog) che merita di essere condiviso. È un’interessante e simpatica riflessione sulle potenzialità relazionali dell’immedesimazione, corredata da immagini dal forte impatto comunicativo. Di seguito un esempio…

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